Città della Pieve UMBRIA
A Città della Pieve “Vivrò d'Amore”, una mostra fotografica sul viaggio del treno bianco verso Lourdes. 

Nella Sala Grande di Palazzo Della Corgna, a Città della Pieve, sabato 28 marzo s'inaugura la mostra fotografica di Vito Finocchiaro intitolata Vivrò d'Amore. Un emozionante itinerario visivo che ripercorre il viaggio del treno bianco dell’Unitalsi, accompagnato dai testi di Carmelo Ferraro, e testimonia l’impegno e la solidarietà di volontari, infermieri e medici verso gli ammalati diretti a Lourdes.L’esposizione, aperta al pubblico dal 28 marzo al 6 aprile 2026 nella cornice della Sala delle Muse, rappresenta un’occasione di riflessione e sensibilizzazione sul valore del volontariato e dell’assistenza ai più deboli. Attraverso fotografie che catturano i momenti più significativi di questo percorso, la mostra intende far conoscere l’attività dell’Unitalsi quale esempio concreto di fede in azione.L’evento è organizzato dal Comune di Città della Pieve in sinergia con il Rotary Club di Città della Pieve, l’Unitalsi Sottosezione Perugia e la Diocesi di Perugia e Città della Pieve. L'iniziativa si avvale inoltre della collaborazione di RTN Radio-TV, GAL TO, Confcommercio Trasimeno, VM Macchine, Centro Meccanica e Pool. Alla cerimonia di inaugurazione parteciperanno autorità civili e religiose per sottolineare l’importanza di sostenere l’attività di volontariato che ogni anno accompagna i pellegrini, rappresentando un messaggio di speranza e amore in movimento che va oltre le singole immagini.

Un continuo spendersi per aiutare quanti si sono trovati davanti alle barriere della vita, divenendone una cura per l’anima ed il corpo. E’ questo il lavoro dei volontari UNITALSI, la più importante organizzazione italiana per i pellegrinaggi di ammalati e diversamente abili. Con “SPERANZA - Viaggio a Lourdes” ho voluto capire e testimoniare cosa spinge i volontari ad affrontare dure fatiche e viaggi travagliati.
Un percorso durante il quale qualcosa ha attirato costantemente la mia attenzione: il viso di quanti mi stavano intorno. Ho conosciuto uomini e donne, ragazzi e ragazze, che si occupavano di tutto, dall’assistenza sanitaria ai servizi di pulizia. Ho visto volontari che sono diventati occhi per chi occhi non aveva e gambe per chi era obbligato ad usare una sedia a rotelle. Ho visto medici, preti, avvocati, pensionati, insegnanti e suore spendersi completamente per la cura fisica e spirituale dei loro compagni di viaggio. Non ho potuto fare a meno di fissare lo sguardo di questa gente...i loro occhi erano appesantiti per il sonno mancato e per la fatica, ma nonostante tutto la gioia e l’entusiasmo trasparivano in ogni loro gesto. Ho cercato un’intimità con il loro pensiero. Mi è apparsa nella mente la risposta che cercavo: è la gioia provata nel trasformare le lacrime in sorrisi e il pensiero volto a diffondere il valore del dono e della persona.
E’ un grande lavoro di inclusione e di integrazione quello che avviene sul Treno Bianco e durante la permanenza a Lourdes. Tutte le persone sono uguali, ognuno con i propri bisogni, ma con gli stessi diritti di partecipazione ed autonomia. Il lavoro dei volontari garantisce l'inserimento di ognuno nella comunità, indipendentemente dalla presenza di elementi limitanti.

Vito Finocchiaro