LA LINEA ROSSA. Un viaggio nella storia.

Di Vito Finocchiaro

Una lingua di fuoco che ha risparmiato un paese e ne ha travolto completamente un altro. Un'orrifica linea... una ferita che ha segnato e cambiato per sempre la storia.

A cento anni di distanza dall'eruzione laterale dell'Etna del novembre 1928, la più distruttiva del XX secolo, "LA LINEA ROSSA" ripercorre i giorni di un cataclisma che cancellò interamente Mascali dalle mappe geografiche, risparmiando miracolosamente la vicina comunità di Sant'Alfio.
Questo libro è un dialogo intimo e serrato tra immagini: frammenti d'archivio d'epoca in bianco e nero e scatti contemporanei a colori si fondono in un salto indietro nel tempo dove fede, caos, speranza e terrore si incrociano lungo una ferita indelebile.

Un volume da collezione in edizione limitata: la sua uscita, prevista per il 2028, celebrerà i cent'anni dalla rinascita di Mascali.

Caratteristiche dell'Opera (Edizione Fine-Art)
Il volume è stato progettato come oggetto d'arte e da collezione, curato in ogni dettaglio:
  • Formato Quadrato d'Autore (24 x 24 cm): Un layout rigoroso e museale, studiato per valorizzare al massimo gli scatti e le didascalie.
  • Copertina Monolitica ed Elegante: Un cartonato rigido puro color nero antracite opaco (con finitura vellutata Soft-Touch che ricorda la cenere dell'Etna).
  • La Colata a Rilievo: La sagoma reale della colata lavica del 1928 è impressa sul fronte con una speciale verniciatura lucida UV spessorata, per far sentire la "ferita" della pietra sotto i polpastrelli prima ancora di aprire il libro.
  • Contenuti Interni: Il volume si sviluppa come un dialogo serrato tra due epoche :
    • Il Passato (Ieri): Immagini d'archivio, crude e drammatiche, che mostrano la concitazione della fuga, i volti della disperazione, le processioni e le muraglie di pietra che avanzano implacabili sulle strade di Mascali.
    • Il Presente (Oggi): Scatti contemporanei a colori eseguiti dall'autore nei medesimi luoghi e periodo. Un'indagine visiva sulle ferite ancora aperte nel paesaggio, sulle architetture della Mascali ricostruita in epoca fascista, sulle "cascate di lava" ormai fredde di Ripe della Naca e sulla silenziosa solennità della Chiesetta di Magazzeni a Sant'Alfio.
  • La Linea Rossa diventa così una cicatrice geometrica che attraversa il tempo. Un viaggio in cui l'obiettivo fotografico si fa strumento di scavo antropologico, per dimostrare che anche quando la lava cancella le pietre, lo sguardo di un padre e la memoria di un figlio possono impedire che venga sepolta la storia.