Sniffing: la "droga dei poveri" che consuma l'infanzia in Kenya. A Lodwar, così come in molte altre aree del Kenya, è drammaticamente comune incontrare bambini e adolescenti con in mano una bottiglia di plastica. La portano alla bocca e al naso continuamente, inalandone i vapori: è la pratica dello sniffing. Dentro quelle bottiglie c'è soprattutto la Kamusina, la colla a base di solventi chimici usata dai calzolai per riparare le scarpe. Un veleno accessibile a tutti, che costa appena 100 scellini kenioti (circa 70 centesimi di euro ). Un anestetico contro la fame e il freddo. Per questi ragazzi, sniffare la colla non è soltanto un modo per non patire i morsi della fame, il gelo della notte e il terrore della strada. È anche un rito di iniziazione, un passaporto brutale per essere accettati all'interno di un gruppo o di una comunità. La dipendenza inizia prestissimo: ci sono bambini che già all'età di 7 anni diventano schiavi di questa sostanza. È la droga degli ultimi, che prolifera in un Paese già duramente colpito dagli effetti devastanti dei cambiamenti climatici. I danni neurologici e il degrado visibile. L'inalazione continua dei solventi tossici aggredisce direttamente il sistema nervoso centrale e compromette le funzioni cerebrali. I ragazzi perdono progressivamente il controllo del proprio corpo, subendo danni cognitivi spesso irreversibili. Sotto l'effetto della sostanza disinibiti, euforici e temporaneamente immuni a ogni preoccupazione si spogliano davanti ai passanti e si tuffano nelle acque fangose del fiume che attraversa la città. Il tutto avviene alla luce del sole: commercianti e spacciatori vendono la colla senza temere i controlli della polizia. Una tragedia che colpisce anche le madri. In queste periferie del mondo, la piaga dello sniffing si estende anche all'ambiente familiare in modo ancora più subdolo. Alcune madri, spinte dalla povertà estrema e dalla mancanza di alternative, usano i vapori della colla come un potente sonnifero per i propri figli. Una volta addormentati i bambini, escono in strada a prostituirsi per guadagnare il minimo necessario alla sopravvivenza della famiglia.